Alimentazione della cagna in gravidanza: tra falsi miti e corretta gestione nutrizionale
13/10/2026 Mei Team
La gravidanza rappresenta una fase particolarmente delicata nella vita della cagna, durante la quale le esigenze nutrizionali cambiano progressivamente e possono avere conseguenze dirette non soltanto sulla salute della madre, ma anche sullo sviluppo e sulla vitalità dei cuccioli.
Eppure, proprio nell’alimentazione continuano a trovare spazio consuetudini, integrazioni non sempre necessarie e indicazioni tramandate più dall’esperienza che dalle evidenze scientifiche. Come sottolinea la Prof.ssa Eleonora Fusi, «Far riferimento al “si è sempre fatto così” può dar vita ad errori cruciali».
La nutrizione della fattrice deve quindi essere programmata e adattata alle differenti fasi del periodo riproduttivo, partendo possibilmente già prima del concepimento.
Non basta semplicemente aumentare la quantità di alimento. Uno degli errori più intuitivi consiste nel pensare che una cagna gravida debba semplicemente “mangiare di più”. In realtà, nelle prime settimane della gravidanza le richieste nutrizionali rimangono relativamente vicine a quelle di un giovane cane adulto.
È soprattutto a partire dalla quinta settimana che i fabbisogni iniziano ad aumentare in maniera significativa, fino a raggiungere nell’ultimo terzo della gestazione incrementi energetici importanti, influenzati anche dalla numerosità della cucciolata.
Contemporaneamente, lo sviluppo dei feti riduce progressivamente lo spazio disponibile nell’addome. Per questo motivo non è sufficiente aumentare il volume della razione: diventa importante scegliere un alimento con un’adeguata densità energetica e nutrizionale. La gestione deve quindi accompagnare l’evoluzione della gravidanza, evitando sia gli apporti insufficienti sia un eccesso calorico indiscriminato.
Proteine, grassi e carboidrati in gravidanza: trovare il giusto equilibrio
Proteine e lipidi assumono un ruolo centrale soprattutto nell’ultima parte della gestazione. Il fabbisogno proteico aumenta quando la crescita della placenta, dei feti e del tessuto mammario diventa più intensa.
Anche i grassi svolgono una duplice funzione: aumentano la densità energetica della dieta e apportano acidi grassi essenziali importanti per lo sviluppo fetale. Particolare attenzione deve essere dedicata agli omega 3 e al DHA, coinvolti nello sviluppo neuronale e retinico del cucciolo.
E i carboidrati? È un argomento sul quale il dibattito è ancora molto acceso. Ricordiamo però che più del 50% dell’energia utilizzata per lo sviluppo fetale deriva dal glucosio e che, soprattutto nell’ultima parte della gravidanza, le richieste diventano elevate.
Diete prive di carboidrati digeribili sono state associate, in alcuni studi, a perdita di peso materna, riduzione del peso alla nascita e maggior rischio di natimortalità. Il punto, quindi, non è demonizzare o assolutizzare un singolo nutriente, ma valutare l’equilibrio complessivo della dieta.
Prima della dieta viene la condizione corporea
La valutazione nutrizionale della fattrice dovrebbe iniziare ancora prima dell’accoppiamento. Peso corporeo, Body Condition Score (BCS) e Muscle Condition Score (MCS) rappresentano strumenti fondamentali per inquadrare correttamente il soggetto.
Sia il sottopeso sia il sovrappeso possono infatti interferire con la riproduzione.
Una condizione materna insufficiente può associarsi alla nascita di cuccioli sottopeso e meno vitali; al contrario, obesità e sovrappeso possono aumentare il rischio di gravidanze complicate e parti distocici e possono influenzare anche la produzione di latte.
Dieta casalinga, BARF o alimento completo per la gravidanza?
Crocchette, alimenti umidi, pressati a freddo, preparazioni casalinghe cotte e diete crude: l’offerta alimentare per il cane è oggi estremamente ampia. Ma durante la gravidanza la scelta dovrebbe essere valutata con particolare attenzione.
Gli alimenti completi formulati correttamente permettono di soddisfare contemporaneamente fabbisogni energetici, macro e micronutrienti. Le diete casalinghe, crude o cotte, richiedono invece una formulazione rigorosa.
La letteratura riportata nella lezione evidenzia che una quota rilevante delle diete preparate in casa presenta una o più carenze nutrizionali. A questo si aggiunge, soprattutto nelle diete crude, il possibile rischio microbiologico, legato all’esposizione ad agenti patogeni potenzialmente pericolosi sia per la madre sia per i cuccioli.
Non significa quindi che il termine “casalingo” o “naturale” sia automaticamente sinonimo di alimentazione migliore: ciò che conta è che la dieta sia nutrizionalmente adeguata e sicura.
Integrare non significa necessariamente migliorare
Un altro falso mito riguarda l’utilità delle integrazioni durante la gravidanza. Quando viene utilizzato un alimento completo correttamente formulato, aggiungere indiscriminatamente vitamine e minerali non soltanto può essere inutile, ma in alcuni casi può diventare controproducente.
Un esempio particolarmente significativo è il calcio. L’idea di integrarlo durante la gravidanza per preparare la fattrice alla lattazione o prevenire l’eclampsia può sembrare intuitiva, ma un apporto eccessivo può interferire con i normali meccanismi di mobilizzazione del calcio proprio nel momento in cui, all’inizio della lattazione, l’organismo ne ha maggiore necessità.
Anche per vitamine e altri minerali vale quindi una regola essenziale: non sempre “di più” significa “meglio”.
L’acqua: il nutriente che spesso dimentichiamo
Quando si parla di alimentazione, l’attenzione si concentra facilmente su proteine, lipidi, vitamine e minerali. Eppure il primo nutriente da considerare rimane l’acqua. Anche in prossimità del parto la gestione deve essere flessibile: il rifiuto dell’alimento nella giornata del parto può rappresentare un comportamento fisiologico, mentre alimento e acqua devono comunque restare disponibili.
Durante la gestazione è fondamentale, ma diventa ancora più importante durante la lattazione per sostenere la produzione di latte e la termoregolazione.
L’accesso ad acqua fresca deve quindi essere sempre garantito.
Anche in prossimità del parto la gestione deve essere flessibile: il rifiuto dell’alimento nella giornata del parto può rappresentare un comportamento fisiologico, mentre alimento e acqua devono comunque restare disponibili.
Non esiste una dieta uguale per tutte
Uno dei messaggi più interessanti riguarda proprio la necessità di superare le regole troppo rigide. Razza, taglia, numero di cuccioli, stato di salute, condizione corporea e ambiente influenzano le esigenze della singola fattrice. Anche il feeding management deve essere pianificato. Nelle cagne di grossa taglia o con cucciolate numerose, per esempio, lo spazio addominale ridotto può limitare l’assunzione di alimento; in questi casi può essere utile suddividere la razione in piccoli pasti o modificare le modalità con cui il cibo viene messo a disposizione.
In alimentazione veterinaria è sempre più richiesta una visione specifica sulle esigenze del singolo.
Ed è probabilmente questo il messaggio che meglio riassume l’intero approccio: non una dieta “miracolosa” per la gravidanza, ma una strategia nutrizionale individualizzata, programmata e monitorata.
Gravidanza: nutrizione e successo riproduttivo
La corretta alimentazione della fattrice non riguarda soltanto i due mesi della gravidanza. Inizia dalla preparazione al concepimento, accompagna la gestazione, prosegue nel parto e raggiunge un momento particolarmente impegnativo con la lattazione.
Una dieta bilanciata può contribuire alla fertilità, alla corretta crescita fetale, alla vitalità dei neonati e alla salute della madre. Gli alimenti completi rappresentano oggi la soluzione più semplice e sicura nella maggior parte dei casi, mentre le strategie nutrizionali non convenzionali richiedono un’attenta formulazione e una valutazione dei rischi.
La differenza, ancora una volta, sta nel passare dal “si è sempre fatto così” a una gestione nutrizionale fondata sulla conoscenza e sulle evidenze disponibili.
Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte dalla lezione ECM “Le diete per la gravidanza del cane: tra mito e realtà”, della Prf.ssa Eleonora Fusi DVM, PhD, Professore associato presso il Dipartimento di Medicina Veterinaria e di Scienze Animali (DIVAS). La lezione fa parte del Percorso Formativo ECM Missione Veterinario pubblicato da Medical Evidence. I materiali originali restano di proprietà degli autori e sono qui utilizzati con finalità divulgative.

